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<......Le popolazioni originarie
I Longobardi
Nel corso del VI secolo l’unità della regione venne interrotta
dall’invasione dei Longobardi, che occuparono vaste aree del
territorio ma non riuscirono mai a sconfiggere definitivamente
i Bizantini. I Longobardi occuparono l’Emilia fino a Bologna e
Imola e si concentrarono a Reggio; i Bizantini si stabilirono
nella zona adriatica che prese il nome di Romagna perché appartenente
ai Romani di Bisanzio. Per combattere i Longobardi il Papa chiese
l’aiuto dei Franchi che li sconfissero nel 77. I territori
dell’Emilia Romagna entrarono a far parte del “Sacro Romano Impero”,
guidato dal re franco Carlo Magno nell’anno 800.
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I Feudi
L’Impero fu suddiviso in feudi la cui sovranità venne attribuita
ai vescovi. In questo periodo si costituirono in regione due poli
di notevole influenza: nell’Emilia occidentale si affermò il
dominio della casa di Canossa; il territorio romagnolo, invece,
si organizzò intorno alla sovranità dell’Arcivescovo di Ravenna.
Impero e Chiesa si trovarono contrapposti nella “lotta per le
investiture”, cioè per il diritto di nominare i vescovi. Proprio
presso il Castello di Canossa, sulla collina reggiana, avvenne
l’umiliazione dell’imperatore Enrico IV di fronte a papa Gregorio VII (1077).
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In questo contesto, le classi più ricche delle città, i
proprietari terrieri ed i mercanti, insofferenti verso i
poteri feudali sostennero lo sviluppo di un nuovo tipo di
ordinamento politico: il comune. Tra XI e XII secolo, nei
centri emiliano-romagnoli,
si formarono così nuovi governi, guidati da consoli eletti da
un consiglio dei cittadini. Inizialmente, alleandosi tra loro, i Comuni garantirono
la propria indipendenza dagli assalti delle truppe imperiali.
Una volta sconfitto il comune nemico, però, emersero rivalità
tra le città vicine, e contrasti interni tra le fazioni cittadine:
le parti in lotta si proclamarono a favore del Papato (i Guelfi)
o a favore dell’Imperatore (i Ghibellini).
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Le Signorie
Le continue lotte intestine indebolirono le magistrature
comunali e prepararono il terreno per l’instaurarsi di governi
guidati da famiglie nobili. In tutte le città emiliano-romagnole
nacquero le Signorie: Piacenza, Parma, Correggio,
Scandiano, Imola, Faenza, Forlì, Ravenna, Rimini,
Ferrara.
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Lo Stato Pontificio
All’inizio del Cinquecento
Bologna e la Romagna entrarono a far parte dello Stato Pontificio.
Nonostante le guerre e l’instabilità politica, durante l’età dei
Comuni e delle Signorie si svilupparono la vita culturale ed
economica, l’industria, l’agricoltura, l’arte, la
poesia. È il tempo in cui nasce e si afferma l’Università di Bologna,
la più antica del mondo. Vengono costruite le cattedrali, i
palazzi comunali, castelli e rocche, e le mura delle città si
allargano progressivamente per accogliere un crescente numero di abitanti.
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I Secoli XVI, XVII E XVIII
Il Cinquecento si aprì con il consolidamento del dominio
pontificio sulla parte orientale della regione. Papa Giulio
II conquistò prima le città della Romagna e poi, nel 1506,
Bologna. Alla fine del secolo, con la morte del duca Alfonso
d’Este, che non aveva eredi diretti, lo Stato Pontificio occupò
Ferrara e il suo territorio, mentre alla Signoria degli Estensi restò il
possesso di Modena e Reggio. Si stabilizzava così, in Emilia-Romagna,
un governo destinato a durare, con la sola parentesi napoleonica,
fino all’Unità di Italia; il territorio regionale fu suddiviso
in tre Stati: il ducato di Parma e Piacenza (creato nel 1545 da
papa Paolo III per la sua famiglia: i Farnese), il ducato di
Modena, e i possedimenti dello Stato Pontificio (Bologna, Ferrara, la Romagna).
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Nonostante la stabilità politica, i secoli XVI, XVII e XVIII
furono segnati solo per brevi periodi dalla pace, in vari
momenti la regione venne attraversata dagli eserciti stranieri:
l’invasione dei Lanzichenecchi, la Guerra dei Trent’anni,
le guerre di successione nella prima metà del Settecento.
Nelle province dello Stato Pontificio si andò rafforzando
la struttura amministrativa centrale: crebbe, di conseguenza,
il potere dei rappresentanti del Papa.
Il dominio napoleonico .....>
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