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Il Museo della città di Rimini è molto antico. Era stato fondato come "Galleria
Archeologica" dallo storico e archeologo Luigi Tonini nel 1871/72, con i
reperti rinvenuti nel territorio compreso tra il fiume Rubicone e il fiume
del Conca, e realizzato nella loggia sinistra del cortile della Biblioteca
Gambalunghiana. Nel 1931 era stato riallestito al piano terra dell'ex
convento francescano (vicino al Tempio Malatestiano). Durante la seconda
guerra mondiale fu completamente distrutto dai bombardamenti, solo il
materiale che era stato sfollato si era salvato. A tutt'oggi
i reperti archeologici rinvenuti sono quasi raddoppiati grazie a ricerche
regolari e ai numerosi rinvenimenti dovuti al rinnovamento edilizio della
città.
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Il Museo della città è stato realizzato nel settecentesco
Collegio dei Gesuiti (1746-1755), un edificio attiguo
alla chiesa costruita dai Gesuiti tra il 1719 e il 1740
in onore di San Francesco Saverio. Il Collegio dei
Gesuiti era stato costruito tra il 1746 e il 1755 su
progetto dell’architetto Alfonso Torregiani (1682-1764)
secondo lo schema costruttivo tipico dell’architettura
gesuitica: un corpo a forma di U addossato al fianco
della chiesa, con un corridoio che gira sui tre lati
interni, permettendo l’accesso a tutti i vani.
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Nel 1773,
alla soppressione dei Gesuiti, il "Collegio" passò al
Seminario vescovile, che vi introdusse modifiche nella
parte meridionale (sull'attuale via Cavalieri), e che
nel 1796 lo vendette ai Domenicani, i quali pochi mesi
dopo vennero soppressi. Dal 1797 al 1977 fu utilizzato
come Ospedale, prima militare e poi civile. Fra il 1915
e il 1920 fu demolita la volta dello scalone
(danneggiata nel 1916 dal terremoto), lo scalone venne
prolungato per permettere un più comodo accesso all'
ultimo piano, che era stato rialzato di più di un metro
e reso abitabile; negli anni trenta fu rimaneggiata e
ampliata l'ala su via Cavalieri, in cui si installarono
vari laboratori medici; poi furono aggiunti corpi nuovi
nei due cortili.
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Colpito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale,
soprattutto nella facciata principale, è stato
immediatamente ricostruito. Le facciate esterne,
le prime due rampe dello scalone, qualche ambiente
e qualche parte del corridoio, così come l'impianto
planimetrico, conservano ancora l'impronta dell'
architetto bolognese e la suggestione degli
antichi spazi - semplici, armoniosi e severi -
del collegio gesuitico. Ovviamente non esiste più
traccia né dell'arredo, né delle decorazioni originali.
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L'attuale museo è nato dopo parziali e precarie
sistemazioni, grazie all’autonomia amministrativa concessagli
nel 1968 e con l'acquisizione, nel 1979, dell'edificio che
per un secolo e mezzo aveva ospitato l'Ospedale Civile. Già
nel 1981 nel cortile interno di questo edificio ha potuto
essere realizzata ed inaugurata una prima sezione museale,
quella del Lapidario Romano, con le iscrizioni dal I secolo a.C. al IV sec.
d.C., mentre cominciava un lungo, delicato e impegnativo lavoro di
recupero dell'edificio principale. Il secondo lotto è stato inaugurato nel
1994, a cinquant'anni esatti dalla distruzione del vecchio Museo.
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“I musei sono necessari ai Paesi quanto le scuole e gli ospedali.
Educano, a volte, più delle aule e, soprattutto, in un modo
più sottile, privato e duraturo rispetto a quello che ci
viene offerto dai maestri..... I musei sostituiscono la visione piccina,
provinciale, meschina, unilaterale, campanilistica della vita
e delle cose ....
Il progresso non vuol dire solo molte scuole, molti ospedali e
molte strade. Vuol dire anche, e forse soprattutto, quel sapere
che ci rende capaci di cogliere la differenza tra il bello e il
brutto, l’intelligenza e la stupidità, il buono e il cattivo,
l’accettabile e l’inaccettabile, che chiamiamo cultura”.
Mario Vargas LLosa
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Nel Museo di Rimini si trovano una Sezione archeologica.
Nella pinacoteca si possono ammirare i capolavori della Scuola
riminese del Trecento, l’arte del Seicento e la grafica
pubblicitaria di René Gruau.
Museo della Città
Via Luigi Tonini n.1
Tel. 0541/21482
musei@comune.rimini.it
Storia di Rimini .....>
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